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A cura di Marco Rabito.
Non sono solito a proclami e a proiezioni meteo a lungo e lunghissimo termine, non è un tipo di meteorologia che mi affascina, ne tantomeno ho abbastanza fiducia sui mezzi che fino ad ora abbiamo a disposizione per sondare a distanze temporali
che superino di molto i 5-6 giorni (ovviamente è preferibile fermarsi alle canoniche 72 ore). La mappa che ho postato qui a lato (ECMWF 00 del 27 gennaio 2012) mostra chiaramente l'origine della massa d'aria che potrebbe interessare le nostre regioni e la direttiva d'ingresso, ovvero EstNordEst.
Stavolta siamo in presenza di una possibile evoluzione meteorologica davvero insolita, rara ma che per certi versi potrebbe rivelarsi anche ''severa''. I modelli fisico matematici di previsione mostrano in area Russia Europea e più ad est, a partire dai Bassopiani Sarmatici, grandi manovre. Sono le manovre del gelo, il gelo quello vero, quello dei -30, -40 gradi al suolo, quello che nelle nostre pianura abbiamo assaporato raramente in corrispondenza proprio degli episodi storici di gelo che sentiamo spesso narrare (1929, 1956, 1985).
Ma saremo coinvolti in una fase gelida con caratteristiche simili?
Come detto la risposta si presenta ancora ricca di interrogativi, troppe volte i previsori hanno annunciato fasi gelide di siffatte proporzioni, annunci che poi sono rimasti lì, non realizzati e sfumati magari per cambiamenti configurativi in itinere. Qualcosa stavolta pare diverso, a partire dalla migliorata affidabilità degli strumenti e delle risorse disponibili alla previsione e alla distanza temporale in cui si realizzerebbero i prodromi di questa possibile ondata di gelo dai risvolti estremamente severi.
I primi giorni di febbraio e, con particolare riferimento per il periodo che parte dal giorno 2, le proiezioni dei principali modelli di riferimento indicano in sostanziale accordo il movimento di queste masse gelide proprio verso le nostre regioni. Un afflusso graduale, inizialmente che poi potrebbe diventare tumultuoso. La casistica riferita all'ingresso di masse d'aria di questa matrice è molto limitata e non sarà facile capire e prevedere la reazione del bacino del Mediterraneo, capiremo solo in fase di osservazione e nei giorni immediatamente precedenti l'effettiva presenza o meno di fasi perturbate che sarebbero nevose a tutte le quote.
L'estrema rarità di configurazioni simili impone tanta prudenza nell'analisi, ma è opportuno segnalare questa eventualità anche perchè se a realizzarsi saranno le sinottiche che mostra la modellistica i disagi dovuti al gran freddo sarebbero diffusi e di svariato genere (agricoltura, attività umane).
Non ci resta che restare aggiornati per capire se vi saranno ulteriori conferme o smentite, con la consapevolezza che le previsioni meteorologiche a lungo termine hanno una affidabilità limitata. |
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