Andrea Corigliano ci propone un breve studio ed alcune sue considerazioni relativamente al Global Warming e agli ultimi dati relativi allo stesso. L'articolo si impegna ad affrontare con ipotesi scientifiche il dato relativo al mese di gennaio 2010 in cui l'anomalia termica su scala mondiale ha registrato un +0.61°C.
Osservando il cielo, sicuramente ci è più volte capitato di assistere, durante il passaggio di un aereo, alla formazione di scie di condensazione.
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L'anno 2008 offre agli appassionati degli eventi estremi occasioni di apprendimento e analisi anche dal resto d'Europa. Terribile è l'evento tornadico notturno (le 11 di sera) che colpisce una ristretta fascia nel nordest della Francia al confine con il Belgio, i centri abitati di Hautmont e Maubeuge subiscono danni pesanti e vi sono purtroppo anche alcune vittime (4).
Non solo, a questo triste dato andava aggiunto quello relativo al danno economico e sociale dovuto a cancellazioni dei voli, conseguenti ritardi e blocchi per merci e passeggeri con elevati costi sociali a carico del paese. Nonostante però una diffusione più massiccia delle automobili, degli spostamenti di persone e merci, negli ultimi decenni non si è assistito a un aumento delle problematiche correlate al fenomeno nebbia, anzi, gli ultimi 20-25 anni denotano un importante trend discendente.
Nei nostri ricordi capita di pensare ad inverni del passato, vuoi per il grande freddo oppure per la neve.L'inverno 2009/2010 rientra in questa tipologia avendo offerto , e offrendo anche in queste ore, condizioni utili alla comparsa di neve e gelo. Questo reportage si propone di illustrare, ad appassionati e non, genesi e sviluppo di eventi invernali del passato unitamente ad un approfondimento sul mese di dicembre 2009, permettendo di conoscere quelle dinamiche che portano la neve ad imbiancare in modo più o meno diffuso il nostro Nordest e capire quali condizioni possono consentire il raggiungimento di temperature glaciali. foto per gentile concessione di Paolo Cacciavillan |
La settimana inizia con un interesse per un fenomeno non direttamente collegato alla meteorologia ma sempre ben inserito nel quadro della padronanza assoluta della natura; il vulcano islandese Eyjafjallajokull infatti è in eruzione da alcuni giorni e il flusso delle correnti porta le ceneri, seppur fortemente diluite, anche sulle nostre regioni dove i profilatori verticali (LIDAR) registrano l’evento.
Le spettacolari immagini corrono sul web, ma forse la più indicativa è questo scatto dal satellite, in colori reali, del 17 aprile 2010.
Il 6 luglio 2008 si ricorda come una delle giornate più avvincenti dell'estate di quell'anno in Veneto. Due tornado, violente grandinate e downburst si abbattono su alcune zone della regione, segnando con importanti danni in particolare l'abitato di Salboro in periferia sud di Padova. Grazie al lavoro in team di osservatori, cacciatori e di alcuni professionisti del settore, in questo reportage si può ripercorrere quanto accaduto e comprendere dal corretto punto di vista scientifico i fenomeni che si sono succeduti. Molto interessanti i contributi fotografici e analitici sui danni riscontrati. L'articolo già da tempo diffuso in rete rappresenta il più articolato lavoro sull'evento e con piacere SerenissimaMeteo lo ripropone ai suoi lettori con la convinzione che sarà apprezzato. Buona lettura. Continua il viaggio di Davide Rosa nell'affascinante mondo delle nuvole.
Oggi ce ne viene spiegata una del genere Altocumuli, precisamente l'Altocumulus Stratiformis Transulcidus Undulatus Radiatus.
Troverete i precedenti articoli nella sezione Didattica del nostro sito.
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Nei nostri ricordi capita di pensare ad inverni del passato, vuoi per il grande freddo oppure per la neve.
