Osservando il cielo, sicuramente ci è più volte capitato di assistere, durante il passaggio di un aereo, alla formazione di scie di condensazione.
Si tratta di nubi che si formano prevalentemente ad una quota di 8000 metri, in alta troposfera e che, per le bassissime temperature qui presenti, sono costituite da cristalli di ghiaccio prodotti dal repentino raffreddamento del vapore acqueo che cristallizza attorno a particelle di aerosol (prodotti di combustione), anch’esse espulse dai motori dell’aereo. La loro repentina dissoluzione o permanenza in atmosfera dipende dalla condizioni ambientali di saturazione dello strato d’aria in cui la scia si forma.
Secondo un’altra teoria, invece, la permanenza di queste scie è dovuta al fatto che esse sono formate da sostanze chimiche irrorate, a nostra insaputa, da aerei militari per il controllo del clima: si tratta, cioè di scie chimiche. Inoltre, sempre secondo i sostenitori di questo pensiero, l’effetto di queste sostanze è quello di plasmare nubi artificiali che assumono forme e colori strani ed inspiegabili.
È doveroso, a questo punto, chiedersi quale sia la base da cui prendono corpo queste idee.
La causa scatenante è l’arretratezza culturale della nostra società, qui arrivata a causa della scarsissima divulgazione scientifica che viene riservata al mondo atmosferico. Prediligendo infatti, anche nell’informazione sul comportamento del tempo e del clima, una continua ricerca della notizia da sbattere in prima pagina per fare audience, si perdono quel metro di misura e quel giudizio critico che permettono di separare ciò che è scientifico e ciò che non lo è. La conoscenza dei principi e delle leggi a cui si rifà la natura è l’unica strada da percorrere per sapersi muovere all’interno di una società dove trovano spazio anche coloro che, approfittando di questa ignoranza collettiva, riescono a diffondere bufale con molta facilità.
Nei documenti che trovate in allegato o nella sezione "Archivio reports", sono sbugiardate tutte le falsità che sono state diffuse negli ultimi anni sul tema di queste famigerate “scie chimiche”. Attraverso alcune nozioni di Fisica dell’Atmosfera, di Fisica delle Nubi e di Ottica, si dimostra che il materiale che è circolato in rete e che ha trovato eco perfino in alcune trasmissioni televisive, non poggia su alcun fondamento scientifico.
Andrea Corigliano
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