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Perdere tutto e non rendermene conto...

 

a cura di Giacomo Quadrio

 

Avete presente quando vedete il TG  con tutte quelle tragedie da calamità naturali e dite “Cavolo, chissà che farei se capitasse a me…”. Vedere tutta quella gente in lacrime, nel panico, che salva le poche cose che gli rimangono ti fa un po’ immedesimare nella vicenda, scopo primo dei vari servizi televisivi che appunto, fan leva sulla componente personale per coinvolgere il pubblico.

E quando tocca a te?

Ore 18 circa: Gli addetti del consorzio delle acque del Brenta ci avvisano che “forse” potrebbe esondare un po’ il canale e di mettere quindi al sicuro il materiale delicato. Insomma un pericolo minimo. Io però riempio comunque uno zaino di vestiario, non si sa mai.

Ore 19.30: In circa un’ora e mezza si è sistemato sopra tavoli, sedie, armadi, librerie tutto il materiale più delicato come elettrodomestici, PC, console, materassi, libri, vestiti ecc senza però troppa preoccupazione, tanto il pericolo è minimo, è solo precauzione.

 

Ore 21 circa: Ci siamo recati a cena da mia cugina giusto perché la cucina è smontata ma sicuramente l’indomani tutti a casa che il pericolo è minimo. Ah si, dormiamo qui visto che i letti son tutti sotto sopra.

Ore 0.00: Tutti a letto da ormai una mezzoretta, io son però sveglio, ho una strana sensazione e non riesco proprio a dormire.

Ore 1.40: “Carla vieni subito, la situazione è critica…”. Mio padre telefona a mia madre e le dice che i vigili del fuoco hanno ufficializzato che durante la notte arriverà una piena che inonderà tutta la zona residenziale in cui abitiamo.

Ore 5.30: Ho schiacciato un piccolo pisolino nonostante la testa fosse a casa. Chissà che è successo, decido di chiamare. “Giacomo, qui è tutto sott’acqua, ormai è arrivata…”. La voce rotta di mia madre mi fa capire che a quanto pare, anche noi siam diventati una di quelle famiglie che si vedono in tv, in lacrime, disperati, che mettono in salvo la roba… Ma dai, niente paura, quanto vuoi che salga l’acqua? E poi abbiam messo in salvo tutto o quasi…

Ore 10 circa:

Non c’è più nulla. Non c’è la strada per tornare a casa, non c’è il giardino, non ci son le finestre aperte. C’è solo una scatola chiusa piena di acqua putrida, pozzolente e fangosa. Non ci sono più i mobili, non ci sono più i vestiti, non ci sono più i letti, non ci sono più i divani… Non c’è più la tua vita la dentro. Chi immaginava un’esondazione di tale portata?

La cronaca delle ore successive non ve la sto nemmeno a raccontare, tanto è angosciante e desolante. A fine giornata l’acqua ha raggiunto le finestre ormai, invaso qualsiasi cosa ci fosse in casa facendo danni per migliaia di euro e chissà se si avranno ancora i soldi poi per ricomprare tutto, per ricostruire la vita che in una notte hai perso.

Ma io non me ne rendo conto, non mi rendo conto di aver sbaraccato casa in un’ora, che oggi è il secondo giorno fuori casa, che casa mia è un putrido acquitrino, che non ho più la mia collezione di fumetti, i miei videogiochi, le mie console, i miei vestiti, il mio letto… Solo fango, una maledetta, schifosa, dannata poltiglia marrone che mi ha trasformato in uno di quelli li che vedi alla TV.

 

PS: Vorrei far notare che soccorsi e quant’altro son arrivati solo la mattina alle 7, la protezione civile non ha fatto nulla o quasi per aiutarci e, come  a Casalserugo ieri, anche qui a Bovolenta siamo stati lasciati alla mercè dell’acqua.

 

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