CIRROSTRATUS FIBRATUS

GENERE DELLA NUBE: Cirrostratus
SPECIE DELLA NUBE: Fibratus
VARIETA’ DELLA NUBE:
PARTICOLARITA’ SUPPLEMENTARI E NUBI ACCESSORIE:
DATA E ORA DELLO SCATTO: Domenica 01 Novembre 2009 h 16.54
LOCALITA’ OVE E’ STATO ESEGUITO LO SCATTO: Quinto Vicentino (VI)

FOTOGRAMMA DELLA NUBE

CONSIDERAZIONI SUL GENERE CIRROSTRATUS (ndr: informazioni riportate dal Testo “Sulle Nuvole” di D. Zanocco)
Il Cirrostratus è una tipica nube d’alta quota (in media si sviluppa attorno ai 6-8000 m di quota), solitamente di ridotto spessore (attorno ai 3-400 m in media) costituita esclusivamente da cristalli di ghiaccio.
Non provoca cadute di precipitazioni, e si forma per saturazione di una massa d’aria più calda ad alta quota (laddove le temperature assai basse provocano la formazione diretta di cristalli di ghiaccio) quando questa è costretta a sollevarsi per scorrere, lentamente e con regolarità, sopra ad una massa d’aria più fredda pre-esistente.
Se si nota, nel tempo, un graduale aumento di spessore di questa nube, ciò può preannunciare l’arrivo di una perturbazione.

APPROFONDIMENTI SULLA NUBE OSSERVATA
La nube in analisi si è sviluppata alcune ore prima del passaggio di un sistema perturbato abbastanza energico, recante oltretutto un significativo calo termico al suolo.
Si noti l’allegata mappa di analisi dei geopotenziali alla quota isobarica di 500 hPa (corrispondente indicativamente a 5000-5500 m di quota s.l.m.), unitamente ad una immagine dal satellite delle ore 12.53 dello stesso giorno: sulle regioni francesi ben si delinea una vasta ma veloce perturbazione, il cui transito sulle regioni italiane risulta oramai imminente.
Nei 2 giorni successivi alla data dello scatto saranno segnalate, nel sito di osservazione, precipitazioni diffuse ed a tratti abbondanti.
E’ comunque da osservare che:
– solitamente le perturbazioni caratterizzanti il semestre freddo sono provviste di fronte caldo, freddo e talvolta occluso, mentre quelle caratterizzanti il semestre sono spesso collegate a fenomeni di instabilità dovuti a passaggio di fronte freddo; lo scorrimento pre-frontale di aria sopra un volume di aria più fredda pre-esistente può svilupparsi in ambo i casi, con graduale ispessimento delle formazioni nuvolose stratificate (cirrostratus prima e altostratus poi, con finale comparsa dei primi nimbostratus) sino alla genesi di precipitazioni deboli e moderate nella stagione fredda, e spesso senza genesi di precipitazioni nella stagione calda (passaggio diretto a forme di instabilità convettive legate al transito del fronte freddo);
– la presenza di un vasto banco di cirrostratus può si indicare un graduale sovrascorrimento di aria tiepida su aria più fredda, pur tuttavia senza obbligatoriamente essere interpretato come segno di sicuro transito di sistema perturbato nelle successive ore.

PRESSIONE AL SUOLO, TEMPERATURE E GPT ALLA QUOTA ISOBARICA DI 500 hPa, RILEVATE NELLO STESSO GIORNO DELLO SCATTO

SCANSIONE SATELLITARE RILEVATA NELLO STESSO GIORNO DELLO SCATTO (ATTORNO A META GIORNATA)

IDENTIFICAZIONE GEOGRAFICA LUOGO DELLO SCATTO E ORIENTAMENTO MACCHINA FOTOGRAFICA UTILIZZATA (DIREZIONE NORD VERSO L’ALTO)