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Serenissima Meteo
Marzo 2010 ... apoteosi bianca?
Martedì 09 Marzo 2010 11:55

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Aggiornate le previsoni meteo a cura di Giuseppe Aiello di Nordestmeteo

Attenzione alle possibili bufere di neve


Anche marzo 2010 ha fatto vedere il suo volto prettamente invernale, in questi ultimi giorni le temperature si sono riportate sulle medie del periodo e anche di qualche grado sotto.

Ma ora il tempo vuole regalarci una ulteriore sorpresa, già in queste ore è apprezzabile un rinforzo dei venti orientali (bora).

La configurazione sinottica che prelude agli eventi che andremo ad analizzare vede un anticiclone atlantico ben strutturato sulle isole britanniche che va a pilotare veloci impulsi freddi, prima artici, poi continentali, verso sud e in Mediterraneo.

 

Il primo impulso, già avvertito dai nostri termometri è scivolato piuttosto ad occidente, fin sulle Baleari, ora però con un movimento ad elastico, eccolo a ripresentarci il conto (vedi il bollettino di Giuseppe Aiello).

  Il suo spostamento verso levante funge da catalizzatore ad un secondo e più intenso nucleo artico continentale che favorirà l'approfondimento di un minimo baroclino al suolo sul centro Italia, tale azione sarà preludio alla fase marcatamente instabile e nevosa in arrivo sulle nostre regioni.

Avete capito bene, tornerà la neve, probabilmente in modo diffuso e rilevante per il periodo... ma vi consigliamo di seguire qui gli aggiornamenti che in giornata saranno frequenti...e sul forum di NordestMeteo

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Scie di condensazione: la conoscenza sbugiarda le falsità
Domenica 07 Marzo 2010 14:03

sciaOsservando il cielo, sicuramente ci è più volte capitato di assistere, durante il passaggio di un aereo, alla formazione di scie di condensazione. Si tratta di nubi che si formano prevalentemente ad una quota di 8000 metri, in alta troposfera e che, per le bassissime temperature qui presenti, sono costituite da cristalli di ghiaccio prodotti dal repentino raffreddamento del vapore acqueo che cristallizza attorno a particelle di aerosol (prodotti di combustione), anch’esse espulse dai motori dell’aereo. La loro repentina dissoluzione o permanenza in atmosfera dipende dalla condizioni ambientali di saturazione dello strato d’aria in cui la scia si forma.

 

Secondo un’altra teoria, invece, la permanenza di queste scie è dovuta al fatto che esse sono formate da sostanze chimiche irrorate, a nostra insaputa, da aerei militari per il controllo del clima: si tratta, cioè di scie chimiche. Inoltre, sempre secondo i sostenitori di questo pensiero, l’effetto di queste sostanze è quello di plasmare nubi artificiali che assumono forme e colori strani ed inspiegabili.

 

È doveroso, a questo punto, chiedersi quale sia la base da cui prendono corpo queste idee.

 

La causa scatenante è l’arretratezza culturale della nostra società, qui arrivata a causa della scarsissima divulgazione scientifica che viene riservata al mondo atmosferico. Prediligendo infatti, anche nell’informazione sul comportamento del tempo e del clima, una continua ricerca della notizia da sbattere in prima pagina per fare audience, si perdono quel metro di misura e quel giudizio critico che permettono di separare ciò che è scientifico e ciò che non lo è. La conoscenza dei principi e delle leggi a cui si rifà la natura è l’unica strada da percorrere per sapersi muovere all’interno di una società dove trovano spazio anche coloro che, approfittando di questa ignoranza collettiva, riescono a diffondere bufale con molta facilità.

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Nebbia che se ne va...
Lunedì 01 Marzo 2010 15:31

venezianebbiaDal secondo dopoguerra e in particolare nel ventennio 60/70 l'Italia faceva i conti con dati allarmanti su incidenti stradali e decessi ad essi collegati causati dalle fitte nebbie che nei mesi tardo autunnali e invernali affliggevano in maniera pesante le pianure del nord.

Non solo, a questo triste dato andava aggiunto quello relativo al danno economico e sociale dovuto a cancellazioni dei voli, conseguenti ritardi e blocchi per merci e passeggeri con elevati costi sociali a carico del paese.

Nonostante però una diffusione più massiccia delle automobili, degli spostamenti di persone e merci, negli ultimi decenni non si è assistito a un aumento delle problematiche correlate al fenomeno nebbia, anzi, gli ultimi 20-25 anni denotano un importante trend discendente.

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6 luglio 2008, tornado, grandinate e downburst in Veneto
Lunedì 01 Marzo 2010 14:39

Il 6 luglio 2008 si ricorda come una delle giornate più avvincenti dell'estate di quell'anno in Veneto.

Due tornado, violente grandinate e downburst si abbattono su alcune zone della regione, segnando con importanti danni in particolare l'abitato di Salboro in periferia sud di Padova.

Grazie al lavoro in team di osservatori, cacciatori e di alcuni professionisti del settore, in questo reportage si può ripercorrere quanto accaduto e comprendere dal corretto punto di vista scientifico i fenomeni che si sono succeduti. Molto interessanti i contributi fotografici e analitici sui danni riscontrati. L'articolo già da tempo diffuso in rete rappresenta il più articolato lavoro sull'evento e con piacere SerenissimaMeteo lo ripropone ai suoi lettori con la convinzione che sarà apprezzato. Buona lettura.

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Buse Maran: un freezer da -26°C. Foto e dati
Domenica 07 Febbraio 2010 00:00
Anche nella corrente stagione invernale gli appassionati di www.SerenissimaMeteo.eu hanno dato seguito al monitoraggio della famosa dolina vicentina denominata Buse Maran in territorio di San Gottardo di Arcugnano, sui Colli Berici.
Trattasi di un tipo di rilevazione relativo ai poli freddi del Nordest per conto del dottor Bruno Renon di ARPAV ma sostanzialmente diversa da tutti gli altri dati diffusi recentemente dai mass-media nazionali e locali. La zona monitorata risulta abitata (abitazioni sulla sella di esondazione) e a soli 336 mt. sul livello del mare, distante circa 6 km in linea d'aria dal centro città del capoluogo di provincia: Vicenza.
Già nella scorsa stagione fredda la busa in oggetto aveva fatto rilevare una temperatura assolutamente eccezionale, ben -23.1 registrati il giorno 4 gennaio 2009; quest'anno però, grazie ad una importante irruzione fredda artica, al possibile effetto albedo dovuto alla nevicata recente, al cielo sereno e all'assenza di ventilazione, la dolina ha stupito!
Ben -26.0 gradi registrati nella primissima mattina del giorno 1 febbraio 2010 alle ore 07.35, un valore eccezionale se rapportato ai circa -9 della centralina Arpav di Sant'Agostino (soli 4 km in linea d'aria dalla busa).
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La settimana del TriVeneto 22 - 28 febbraio 2010
Mercoledì 03 Marzo 2010 00:00

 

La settimana finale di febbraio è caratterizzata dalla spiccata influenza del flusso mite e umide atlantico, pilotato dal susseguirsi di modeste onde perturbate intervallate da temporanei promontori anticiclonici. Non si sono verificati passaggi di forte intensità, se si eccettuato i venti intensi registrati in alta quota tra sabato e domenica a seguito dell'influenza del ciclone extratropicale “Xinthia” che approfondiremo in seguito.

 

Le temperature sono rimaste piuttosto stabili per l'intero periodo, posizionandosi su valori leggermente sopra la media specialmente in occasione delle fasi più soleggiate.

 

Lunedì 22 – Prime ore della giornata e gran parte della mattinata caratterizzate da generale instabilità e rovesci sparsi in tutto il Veneto, con neve a quote via via più basse (segnalati fiocchi dai 2-300m nel vicentino e nevicate con accumulo sopra i 600 m). Maggiormente colpite le zone prealpine delle province di Vicenza e Treviso.

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Dicembre 2009: l'inverno ha alzato la voce. Freddo e neve sul TriVeneto
Mercoledì 10 Febbraio 2010 13:42
ghiaccioloNei nostri ricordi capita di pensare ad inverni del passato, vuoi per il grande freddo oppure per la neve.
L'inverno 2009/2010 rientra in questa tipologia avendo offerto , e offrendo anche in queste ore, condizioni utili alla comparsa di neve e gelo.
Questo reportage si propone di illustrare, ad appassionati e non, genesi e sviluppo di eventi invernali del passato unitamente ad un approfondimento sul mese di dicembre 2009, permettendo di conoscere quelle dinamiche che portano la neve ad imbiancare in modo più o meno diffuso il nostro Nordest e capire quali condizioni possono consentire il raggiungimento di temperature glaciali.
foto per gentile concessione di Paolo Cacciavillan
 
Gennaio 1985: La nevicata del secolo
Mercoledì 27 Gennaio 2010 20:08
malo_15-01-1985Lo storico evento nevoso del Gennaio 1985 sulle pianure del Nordest: analisi, commenti, fotografie e ricordi.

E' possibile seguire e partecipare a questa avvincente ricerca sul forum di NordestMeteo con un TOPIC dedicato. Sono graditi i vostri commenti e le vostre considerazioni, nonchè ogni contributo di svariato genere che vogliate fornire. Potete seguirci QUI...

Vi aspettiamo!!!
 
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